PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022

Ebbene, venendo all’Hotel Terme Oriente di Ischia, che dista pochi minuti a piedi dal porto, potreste avere la fortuna di visitare Procida.

Ci sono due modi per arrivarci: prendendo l’aliscafo, e la tratta durerebbe solo 15 minuti, oppure con il traghetto, e la tratta sarebbe di circa 30 minuti.

Non potete perdere quest’occasione, perché ne vale davvero la pena. E vi spiego perché, parlando un po’ di questa isoletta di cui se n’è parlato in tutto il mondo.

Procida è la minore delle isole del Golfo di Napoli, e fu la prima ad essere abitata: da quanto appreso da recenti ritrovamenti archeologici, l’isola di Vivara pare fosse già popolata intorno al XVI – XV secolo a.C presumibilmente da coloni Micenei che la scelsero come sede per la fabbricazione dei metalli. 

Proprio l’isolotto a forma di mezzaluna di Vivara racconta, senza ombra di dubbio, l’origine dell’isola nata a suon di eruzioni da ben sette crateri. E’ sicuramente il più intatto assieme a una natura di lecci, roverelle e macchia popolata, durante i periodi delle migrazioni, da diverse specie di uccelli.

Procida non è solo storia antica o leggende, ma è stata anche luogo di film e libri famosi: i luoghi sublimati da Alphonse de Lamartine nel romanzo Graziella, da Elsa Morante nel capolavoro L’isola di Arturo e da Massimo Troisi nel suo ultimo film Il postino. Un intrico di archi, scalinate e vicoli che, in un presepe di volumi, salgono ripidamente dalle banchine affollate di gozzi colorati e pescatori all’opera tra nasse, reti e carte napoletane.

Ogni iniziativa sarà il pretesto per scoprirla, cominciando dallo scenario da cartolina della Marina Grande, meglio nota agli isolani col nome di Sent’Co (da Santo Cattolico).

Qui si affacciano bar e ristorantini tipici che propongono il meglio della cucina procidana a base di polpo in umido, spaghetti con alici o ricci, verdure di campo, pesci di nassa o di lenza, fritture di paranza e la storica insalata di limoni con aglio, olio d’oliva, sale, menta e peperoncino.

A un soffio dall’attracco di traghetti e aliscafi turistici, merita una sosta anche la chiesa di Santa Maria della Pietà e San Giovanni Battista, risalente alla prima metà del ‘600. Con un ampio sagrato, tra i simboli della tradizione marinara, custodisce al suo interno, soprattutto sull’altare maggiore, una serie di ex voto che raccontano la grande devozione dei procidani.

Per rendersi davvero conto di quanto i pescatori, nel corso dei secoli, abbiano dipinto quest’isola ispirandosi al mare e ai suoi fondali occorre visitare il borgo più antico. Qui il tempo non ha alcun senso e ogni colpo d’occhio è carico di quel magnetismo mediterraneo capace di stregare persino Apple e Microsoft che, qualche anno fa, lanciarono i propri smartphone e tablet utilizzando nelle campagne pubblicitarie scorci fotografici della Corricella.

Leggenda vuole che i colori pastello delle abitazioni (rosa, giallo, bianco, azzurro, arancio) servissero ai pescatori locali per riconoscere le proprie abitazioni da mare. Dunque un escamotage consolatorio, utile a placare le paure connaturate al difficile mestiere della pesca, e tuttavia riuscitissimo dal punto di vista estetico. Non deve stupire, quindi, la stretta osservanza del piano colori redatto dall’amministrazione comunale.

Un altro punto di forza della Corricella è il fatto di essere completamente pedonale. Un mondo a parte, un’oasi, un rifugio da auto, moto e scooter . Invece alla Corricella ci si arriva a piedi, al termine di una gradinata ripida con diverse biforcazioni. Gradinata che, a sua volta, si trova alla fine della strada in discesa che “corre” a fianco il Santuario di Santa Maria delle Grazie, sorta nel 1679, con cinque altari, stucchi floreali, dipinti del ‘700 di scuola napoletana, arredamenti lignei intarsiati.

Insomma, arrivarci a piedi costa un po’ di fatica (c’è sempre l’alternativa via mare) ma, una volta arrivati al cospetto di questo anfiteatro sul mare, tra nasse e reti stese al sole, case colorate e i tavolini dei diversi ristoranti della zona, capirete che ne è valsa la pena. Capirete che qui c’è l’essenza della mediterraneità.

Quindi, cosa aspettate? Una piccola passeggiata dal nostro albergo fino al porto, e avrete la fortuna di visitare la Capitale della Cultura 2022.


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